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Mar 15

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Invito all’invio della lettera al Mise e all’Ivass

lettera_autorita’ (copiare e inviare ai destinatari in indirizzo) 

Rimessa diretta dei premi
e sanzioni: continua il massivo invio di lettere di protesta ad 
Ivass e Mise
Il Presidente SNA dichiara 
“Pronti anche alla disobbedienza civile. Non ci fermeremo finché il pericolo per la categoria sarà scongiurato” 

 

L’attività istituzionale e di sensibilizzazione mediatica avviata da SNA subito dopo l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri – lo scorso 8 febbraio – della proposta di D.lgs di recepimento della IDD che conteneva alcune norme gravemente lesive degli interessi degli Agenti assicurativi, è stata conclamata in agitazione sindacale durante l’82° Comitato Centrale del 22 febbraio.
I contenuti della bozza di decreto che hanno motivato la mobilitazione del Sindacato Nazionale riguardano, in particolare:

  • l’obbligo per gli agenti (ed i subagenti) di versare i premi direttamente all’impresa assicuratrice, vietando loro di gestire i flussi finanziari dei premi pagati dai clienti mediante il conto corrente separato agenziale e negando inoltre la possibilità – prevista finora – per l’Agente di garantire la propria capacità patrimoniale mediante una fidejussione bancaria (pari al 4% del portafoglio incassi) che lo esonerava dall’obbligo di tenuta del conto separato (art. 19 del Decreto)
  • la definizione di limiti sanzionatori pari per Agenti e Imprese (€ 700.000 per le persone fisiche e ad € 5 Milioni per le società s.n.c., s.a.s., srl, ecc., attribuendo ad intermediari iscritti nella Sez. A Rui ed alle loro mandanti la medesima capacità contributiva (artt. 43 e 54 del Decreto) 
  • Il divieto di incasso per gli Agenti rappresenta un eccesso di delega, dal momento che nella Direttiva Ue che il Decreto vuole recepire non vi si fa alcun cenno, mentre la determinazione degli stessi limiti sanzionatori per Agenti e Compagnie contravviene al principio di proporzionalità più volte richiamato dalla Costituzione italiana e dalla IDD.
“Il Sindacato Nazionale Agenti – ha dichiarato il Presidente Claudio Demozzi – aveva più volte intrattenuto il MI.SE e l’Ivass al riguardo, anche producendo documenti ed indicazioni. In nessun documento ufficiale, neppure nella comunicazione A.I.R. (Analisi di Impatto Regolamentare) diramata dal Ministero dello Sviluppo Economico qualche settimana fa, si è mai fatto riferimento alle norme riguardanti la modifica dell’Art. 117 C.A.P. per cui esse risultano estranee anche al procedimento di Analisi di Impatto Regolamentare messo in atto dal Ministero competente. Poiché il Decreto, nonostante il pronto intervento del Sindacato anche nei confronti del Presidente del Consiglio dei Ministri On. Gentiloni, ha proseguito il suo iter senza alcun confronto parlamentare, ci siamo visti costretti ad attivarci su ogni fronte possibile”.
La prima azione della mobilitazione decisa dal Comitato Centrale consiste in un massiccio invio di lettere indirizzate a Ivass e Ministero dello Sviluppo Economico al fine di manifestare il dissenso nei confronti della proposta di legge, ormai meglio nota come “D.lgs. Ammazza-Agenti”. L’iniziativa, lanciata il 7 marzo, sta già registrando un alto livello di adesione tra gli Iscritti SNA, ma è fondamentale che le Istituzioni, le Authority e le forze parlamentari tocchino con mano lo stato di agitazione della categoria e ciò è possibile solo attraverso la partecipazione collegiale di tutti gli agenti alla prima della serie di iniziative che il Sindacato Nazionale, pronto anche alla disobbedienza civile, attuerà finché il pericolo non sarà scongiurato: le conseguenze di queste norme sono potenzialmente devastanti per la Categoria agenziale e ne compromettono irrimediabilmente la centralità nel rapporto con la clientela, mettendo a rischio la sopravvivenza di ventimila Agenti professionisti, trentamila lavoratori dipendenti delle agenzie e duecentomila liberi imprenditori (partite Iva) subagenti e produttori”.

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