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Mar 01

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Stato di agitazione della categoria

Lettera_SNA_Presidente_del_Consiglio   (Clicca per scaricare la lettera)

Stato di agitazione della categoria
Schema di D.lgs. di attuazione Direttiva UE 2016/97 (IDD)

Come noto, in data 8 febbraio 2018, il Consiglio dei Ministri ha approvato lo schema di Decreto Legislativo (AG516) recante attuazione della Direttiva in oggetto che, in parziale contrasto con la Direttiva europea medesima ed a nostro parere in eccesso di delega, ha introdotto nella legislazione italiana alcune norme gravemente lesive degli interessi degli Agenti assicurativi.


Le conseguenze di alcune di queste norme sono potenzialmente devastanti per la Categoria
agenziale e ne compromettono irrimediabilmente la centralità nel rapporto con la clientela, mettendo a rischio la sopravvivenza di ventimila Agenti professionisti, trentamila lavoratori dipendenti delle Agenzie e duecentomila liberi imprenditori (partite Iva) Subagenti.

Nello specifico:

  • L’art. 19 del Decreto introduce il comma 1/bis dell’art. 117 C.A.P. e cioè l’obbligo per i clienti di Agenti e Subagenti di versare i premi direttamente all’Impresa assicuratrice, vietando cioè agli Agenti di gestire i flussi finanziari dei premi pagati dai clienti mediante il conto corrente separato agenziale; in questo modo gli Agenti sono privati di una delle prerogative professionali fondamentali che ne caratterizzano la figura, l’autonomia e l’imprenditorialità;

  • l’art. 19 suddetto abroga altresì l’ultimo comma dell’art. 117 C.A.P. e dunque la possibilità per l’Agente di garantire la propria capacità patrimoniale mediante una fidejussione bancaria (pari al 4% del portafoglio incassi) essendo così esonerato dall’obbligo di tenuta del conto separato agenziale;

  • gli artt. 43 e 54 introducono nuovi limiti per le sanzioni che, indistintamente per Agenti ed Imprese, sono fissati ad €. 750.000 per le persone fisiche e ad €. 5 Milioni per le società (S.n.c., s.a.s., srl, ecc.); viene cioè attribuita, ad Agenti ed Imprese assicurative, medesima capacità contributiva contravvenendo al principio di proporzionalità più volte richiamato dalla Costituzione italiana e dalla Direttiva UE che il Decreto intende recepire;

il Sindacato Nazionale Agenti aveva più volte intrattenuto il MI.SE. e l’Ivass al riguardo, anche producendo documenti ed indicazioni. In nessun documento ufficiale, neppure nella comunicazione A.I.R. (Analisi di Impatto Regolamentare) diramata dal Ministero dello Sviluppo Economico qualche settimana fa, si è mai fatto riferimento alle norme riguardanti la modifica dell’Art. 117 C.A.P. per cui esse risultano estranee anche al procedimento di Analisi di Impatto Regolamentare messo in atto dal Ministero competente. 


Poiché il Decreto, nonostante il pronto intervento del Sindacato anche nei confronti del Presidente del Consiglio dei Ministri On. Gentiloni, ha proseguito il suo iter senza alcun confronto parlamentare, ci siamo visti costretti ad attivarci su ogni fronte possibile.


Abbiamo chiesto, ed ottenuto, il diretto intervento di numerosi esponenti politici nazionali, abbiamo intrattenuto i presidenti delle Commissioni parlamentari interessate e l’ufficio di presidenza del Consiglio dei Ministri. Abbiamo contemporaneamente dichiarato lo stato di agitazione della Categoria, con voto unanime dell’82° Comitato Centrale SNA, riunitosi a Roma lo scorso 23 febbraio.

E’ stata data informazione alle Autorità Pubbliche ed alla stampa che, in deprecabile e non creduta ipotesi di emanazione del Decreto senza che siano apportate le modifiche richieste, ricorreremo ad ogni strumento di lotta sindacale, ivi inclusa qualsiasi forma lecita di disobbedienza civile.

In questi giorni, con una nota ufficiale pubblicata su www.snachannel.it, è scesa in campo anche l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Antitrust), su segnalazione del Sindacato Nazionale Agenti, per la verifica di eventuali aspetti anti-concorrenziali contenuti nel Decreto Legislativo emanato dal Governo.


Appare evidente infatti come le norme riguardanti la modifica dell’Art. 117 C.A.P. siano potenzialmente in grado di impedire l’operatività in regime di plurimandato, con ciò ingessando la concorrenza ed inducendo gli Agenti ad operare in esclusiva per una sola Compagnia, comportamento questo più volte condannato sia dal Legislatore che dall’Autorità Garante della Concorrenza.

Così come appare evidente quanto la diffusione presso le nostre Agenzie di sistemi di pagamento diretto all’Impresa (come i POS direzionali, la mensilizzazione con accredito diretto alla Compagnia, ecc.) abbiano potuto favorire, se non indurre, l’inserimento nel Decreto della disposizione che vieta il conto corrente separato agenziale intestato all’Agente.

La posizione del Sindacato nei confronti di tali strumenti di disintermediazione rimane fortemente critica ed oggi, alla luce di questa iniziativa legislativa, ne sarà a tutti più chiaro il motivo.


Ringraziando per la cortese attenzione, porgiamo cordiali saluti.

Il Presidente Nazionale SNA (Claudio Demozzi)

Il Presidente del Comitato Gruppo Agenti Aziendali (Dario Piana)

 

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